Amerete ogni cosa della nostra tradizione Eritrea

 

In Africa mettersi a tavola è come un rito, è qualcosa di sacro ed è soprattutto fonte di gioia. Il contatto con il cibo, specie se vissuto in una dimensione comunitaria e di affetti, è un momento prezioso e importante, che ci riporta alle nostre origini, che ci fa riprendere il contatto col nostro essere prodotti dalla terra, della vita. Il ristorante Sahara fa propria questa filosofia e propone ai propri clienti la tradizione Africana con eleganza e stile in un ambiente confortevole e accogliente ricco di elementi folcloristici. È infatti possibile degustare tutte le nostre specialità seduti comodamente al tavolo oppure adagiati negli angoletti sistemati all’africana.

Notti magiche tra mille colori, finissimi sapori e antichissime tradizioni ti aspettano qui nel Sahara.

 

Asmara (in passato anche Asmera; in arabo Asmaraa) è la capitale, la città più popolosa (579.000 abitanti) e il principale centro industriale, economico e culturale deH’Eritrea. È anche capoluogo della Regione Centrale.

Asmara nacque nel XII secolo, dall’unione di quattro villaggi. Originariamente vi erano infatti quattro clan che occupavano l’area dove sorge oggi la città:

  • i Gheza Gurtom
  • i Gheza Shelele
  • i Gheza Serenser
  • i Gheza Asmae

Incoraggiati dalle famiglie, i leader dei quattro clan decisero di unirsi per fronteggiare i banditi che im perversa va no nell’area. Dopo la vittoria, la zona fu chiamata Arbaete Asmara, che in lingua tigrina significa: “I quattro sono uniti”. Nonostante quella fusione, Asmara (il suffisso Arbaete cadde ben presto in disuso) continuò ad essere un villaggio di etnia tigrina, e tale rimase ancora a lungo: fu infatti solo a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo che la popolazione della località iniziò ad incrementarsi in maniera significativa, anche grazie al l’attribuzione del ruolo di capoluogo della regione ed alla fondazione di un mercato locale per ordine di Ras Alula (colui che in seguito guidò l’attacco del 1887 ai soldati italiani a Dogali). Un’altra leggenda narra che in queste zone la Regina di Saba avesse dato alla luce il figlio di Re Salomone, Menelik I.

Asmara, colonia italiana

Asmara fu occupata dall’Italia nel 1889 e divenne capitale della colonia nel 1897. Nel 1887 gli italiani, sotto la direzione dell’ingegnere E. Olivieri, costruirono la prima tratta della ferrovia che, partendo da Massaua, raggiungeva il forte militare di Saati, a poche decine di chilometri da Asmara. Successivamente, durante l’amministrazione del Governatore F. Martini, la linea fu prolungata, sotto la direzione dell.ingegnere F. Shupfer, fino ad Asmara, raggiunta nel dicembre del 1911, passando attraverso la città di Ghinda. Fin dagli anni venti, grazie al governatore trevigiano Jacopo Gasparini, ma ancor più nel decennio successivo, il profilo architettonico della città mutò radicalmente, con la costruzione di nuove strutture ed edifici in stile razionalista, che portarono la città ad essere soprannominata “Piccola Roma”. L’edilizia degli anni venti e trenta e la presenza coloniale italiana sono ancora oggi ben rintracciabili, sia nei principali edifici della città, sia nel nome di numerosi locali pubblici ed esercizi commerciali (“Bar Vittoria”, “Pasticceria moderna”, “Casa del formaggio”, “Ferramenta”, “Casa degli Italiani”). Tra gli edifici più notevoli del periodo coloniale fascista sono da segnalare il Cinema Impero, costruito nel 1937 e considerato uno degli esempi più emblematici in stile Art Déco, e la stazione di servizio Fiat Tagliero, un impressionante edificio in stile futurista costruito nel 1938 a forma di aeroplano e dotato di due incredibili “ali” autoportanti che destano viva impressione ancora oggi. Il 1 aprile 1941, durante la II Guerra Mondiale, Asmara fu occupata, insieme al resto dell’Eritrea, dalle truppe britanniche del generale William Platt.

Asmara nel secondo dopoguerra

La permanenza delle truppe inglesi e del Commonwealth britannico ad Asmara si protrasse fino al 1952, anno dell’associazione dell’Eritrea, come unità federata dotata di ampia autonomia, all’Impero d’Etiopia. In quello stesso anno la città tornò ad essere capitale dell’Eritrea, e vi restò fino al 1960, allorquando l’Etiopia, in forma del tutto unilaterale e contro la volontà del popolo eritreo, iniziò a smantellare le strutture federali che univano i due paesi (per dare vita, nel 1962, ad uno stato fortemente centralizzato), declassando Asmara al rango di semplice capoluogo di provincia. Il 31 gennaio 1975 iniziò la guerra di liberazione dal dominio etiopico con l’attacco alla città da parte del F.P.L.E.  Il 24 maggio 1991 la città venne liberata definitivamente dalla dominazione etiopica dal F.P.L.E., la massima organizzazione patriottica eritrea, da tempo in lotta contro l’esercito di occupazione abissino presente sul posto. Il trionfale esito del plebiscito popolare per la definitiva seperaziaone del Paese dall’Etiopia (con oltre il 98% di consensi a livello nazionale) permise ad Asmara, due anni più tardi, di divenire capitale di un’Eritrea repubblicana e indipendente (1993).